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Poco osso?

Poco osso?

L'implantologia è ugualmente possibile

A chi è stato detto: "Per il suo caso non c’è altro rimedio, più di così non si può fare." sappia che c’è ancora una possibilità, almeno nel campo dell’osteointegrazione.

L’implantologia è una pratica chirurgica che almeno sulla carta è possibile effettuare su chiunque, a qualsiasi età, purché si tratti di un adulto. Eppure sulle pagine della letteratura scientifica specifica vi sono delle clausole necessarie affinché l’intervento si concluda nel migliore dei modi. Uno di questi limiti riguarda la qualità e ancor più il volume osseo sul quale installare l’impianto dentale (fixture).

I limiti minimi sono stati fissati da Per-Ingvar Branemark, lo svedese che per primo sviluppò la metodica dell’osteointegrazione. Sebbene il protocollo originale di Branemark sia stato modificato, così come gli impianti utilizzati, per quanto riguarda i dati di lavorazione non vi sono stati aggiornamenti significativi. Almeno fino a oggi. Secondo lo svedese e la scuola da lui discesa, per un intervento di successo, le fixture dovrebbero avere una lunghezza minima di 13mm e 3,75mm di diametro.

I progressi in questo ambito sono rapidi e dagli albori di questa tecnica i passi in avanti sono stati notevoli. Va precisato che oggigiorno si è sviluppata una particolare chirurgia, detta preimplantare, capace di ricostruire volumi ossei andati perduti. Fanno così la loro comparsa impianti corti, con lunghezze inferiori ai 10mm, da adoperare in riabilitazioni implantosupportate.

La tecnologia si è spinta oltre. Tra le ultime uscite in campo osteointegrativo vi sono fixture di lunghezza pari a 5mm. Questi impianti caratterizzati da una particolare superficie sinterizzata in titanio vengono adoperate in interventi in zone compromesse senza l’ausilio di trattamenti chirurgici preimplantari. Materiale, quello utilizzato, di notevole rilevanza in quanto sembra aumentare la superficie di connessione tra osso e impianto.

Studi successivi incentrati sulla tenuta a breve e lungo termine di tali impianti hanno rilevato come queste fixture ridotte, siano una valida alternativa laddove non vi siano le condizioni per un impianto di tipo tradizionale. Si è inoltre evidenziato come un aumento del diametro possa influire positivamente sulla stabilità e sulla longevità dell’intervento.

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